Francesco e il Re

Francesco e il Re

COMPAGNIA ARCIERE 
di Vincenzo Ziccarelli
regia Adriana Toman
con Giovanni Turco, Marco Silani, Paolo Mauro, Francesco Aiello, Alessandra Chiarello, Francesco Rizzo, Antonio Conti e Natale Filice
multimedia director Pino Perri 
direzione tecnica Eros Leale
in collaborazione con Associazione Lilli Funaro e Spot Channel

Domenica 23 Ottobre ore 20.30
Teatro Morelli
Durata (95')

Francesco è un uomo tenace, determinato, concreto e temprato, il santo in cui ogni calabrese si riconosce. Il re, Luigi XI, un'abile stratega, capace di avere visoni e intuizioni politiche che ne hanno fatto un grande sovrano. L'uno incarna il sogno utopico della  religione cristiana e l'altro le necessità pratiche di chi è tenuto a governare un paese senza potersi fare tanti scrupoli. 
Il re, dopo aver ben governato e resa forte la Francia, non si rassegna a lasciarsi consumare dalla malattia e invoca l'intervento di Francesco di Paola, già noto per le sue doti taumaturgiche e per aver compiuto dei miracoli. 
Il pensiero laico di Ziccarelli analizza la figura di Francesco alla luce di un valore intrinseco della persona per le azioni, al di là del misticismo, presunti miracoli e dichiarazioni di santità. 
Toman, lavorando sulla struttura del testo per snellire l’alternanza di quadri scenici, costruisce lo spazio scenico come una scatola nera, sospesa nello spazio e nel tempo. Sono i personaggi che con i rispettivi ruoli suggeriscono le architetture intorno a sé. 

Compagnia Arciere nasce nel 1998 per volontà dell'attore e regista Marco Silani. L'associazione nasce come compagnia amatoriale, e si iscrive alla FITA( federazione italiana teatro amatoriale) riuscendo negli anni ad avere diversi riconoscimenti e premi nazionali all'interno della stessa federazione. Nel corso degli anni la compagnia riesce a formare diversi attori che oggi collaborano come attori professionisti in diverse realtà calabresi, nonché maestranze come tecnici costumisti e scenografi. Dal 2012 la compagnia cambia registro e comincia a lavorare in maniera professionale, e con alcuni lavori supera il confine calabrese facendo spettacoli a Roma e a Milano. Tra i lavori più importanti La confessione, un primo lavoro su una trilogia dedicata a Gioacchino da Fiore, Mio cognato Mastrovacnich, ambientato sul campo di concentramento di Ferramonti, e Francesco e il Re che in occasione del seicentenario della nascita del Santo calabrese, racconta del viaggio del taumaturgo verso la Francia alla corte di Luigi XI.