La mia idea. Memoria di Joe Zangara

La mia idea. Memoria di Joe Zangara

ZAHIR
di e con Ernesto Orrico 
musiche originali eseguite dal vivo Massimo Garritano
collaborazione artistica Emilia Brandi 
realizzazione scena Ernesto Orrico e Antonio Giocondo
foto originali presenti nella scena Matteo Ianni Palarchio
luci e audio Antonio Giocondo

Domenica 23 Ottobre ore 19.30 
Castello Svevo

Il racconto in prima persona della vita di Joe Zangara, piccolo emigrante calabrese che, attentando alla vita del presidente degli Stati Uniti Franklin Delano Roosevelt, avrebbe potuto modificare il corso della storia. Il suo "delitto contro lo Stato" viene punito con un "delitto di Stato": a 33 anni viene fulminato sulla sedia elettrica, il 20 marzo del 1933. 
La lingua del personaggio-Zangara è un italiano imbastardito dal dialetto reggino e ibridato da numerosi intercalari in inglese-americano, una costruzione linguistica che cerca una verità teatrale non necessariamente sovrapponibile alla verità del personaggio storico. 
La vicenda narrata è emblema e pretesto per far emergere le storie di una umanità dolente accomunata dall'emigrazione, le storie di uomini e donne senza nome che non hanno raggiunto il 'sogno americano', e che nel tentativo di raggiungerlo si sono scontrati con ostacoli insormontabili, con difficoltà che li hanno condotti verso esiti tragici
La mia idea prende liberamente spunto dal memoriale che lo stesso Zangara scrive pochi giorni prima di essere giustiziato nel penitenziario di Raiford in Florida.

Ernesto Orrico. Attore, autore e regista, laureato al Dams dell’Università della Calabria, ha studiato con Maurizio Grande, Valentina Valentini, Marcello W. Bruno e Francesco L. Gigliotti. Ha perfezionato la sua formazione con Teatro Valdoca, Lyudka Ryba (Cricot2), Romano Colombaioni, Francesco Scavetta, MK, Vincenzo Pirrotta, Peppino Mazzotta, Armando Punzo. Ha fatto parte di Teatro Rossosimona (attore in È il momento dell'amore, Premio Scenario 2001). Dal 1999 collabora con Scena Verticale (attore negli spettacoli “Le tre male bestie” e “U tingiutu. Un Aiace di Calabria”). Ha lavorato con Centro RAT (attore in Antigone e L'Avaro), Carro di Tespi (regista de Raskolinikov. Racconto di un delirio), Spazio Teatro (regista e autore de Militante d'Occidente), Zahir (attore in Sul modo di essere liberi, The Lack of Work, regista e autore de #neoeroina), Compagnia Ragli (attore in Onions e Panenostro). Ha collaborato con il Teatro della Ginestra firmando diverse regie tra cui  Jennu brigannu. Ha scritto 'A Calabria è morta (Round Robin, Roma 2008), le raccolte di poesie Appunti per spettacoli che non si faranno (Coessenza, Cosenza 2012) e The Cult of Fluxus per (Edizioni Erranti, Cosenza, 2014).

Massimo Garritano. Nel 1995 vince una Borsa di Studio per il Berklee College of Music di Boston (USA). Nel 2008 consegue il diploma di primo livello in Musica Jazz e di secondo livello nel 2011 presso il Conservatorio di Musica di Cosenza. Ha suonato ed inciso tra gli altri con Nicola Pisani, Jan Gunnar Hoff, Marco Sannini, Mark Bernstein, Felice Mezzina, David Murray, Agricantus, Dave Burrell, Eugenio Colombo, Attilio Zanchi, Gianfranco De Franco. Autore di musiche per film muti, balletti readings e spettacoli teatrali, è leader di progetti con i quali svolge intensa attività live. Dal 2006 collabora con il Conservatorio di Musica di Cosenza come assistente per i corsi pre-accademici di chitarra jazz, armonia jazz e musica d’insieme jazz; dal 2016 docente di chitarra presso il Conservatorio di Potenza per i corsi triennali di musica jazz. Il suo primo lavoro solista Present, in cui suona chitarre acustiche, dobro e bouzouki è uscito nel maggio 2016 per Manitù Records.