Un vecchio gioco

Un vecchio gioco

SCENA NUDA
scritto da Tommaso Urselli
regia di Filippo Gessi
con Luca Fiorino, Filippo Gessi e Teresa Timpano
scene e costumi Giulia Drogo
luci Antonio Rinaldi
musica originale e suoni Simone Squillace 

Venerdì 21 Ottobre ore 21.30 
Castello Svevo
Durata (65') 

Una strana coppia, “il bimbo” e “la bimba”, come loro stessi amano chiamarsi a vicenda, scopre di essere accomunata da un passato molto simile. Quando erano ragazzini, anche se in tempi diversi, hanno vissuto in un villaggio residenziale dall’apparenza rassicurante ma toccato da qualcosa di oscuro. Qualcosa su cui entrambi fondano la propria esistenza e che, come se non ci fosse altro modo per loro di vivere, hanno bisogno di perpetuare con la collaborazione involontaria di un malcapitato di turno.

Un gioco delirante sull’ordinarietà del male, in cui un mondo quotidiano si alterna a uno visionario e da incubo. Un puzzle di cui il pubblico è chiamato a rimettere insieme i pezzi.
Può l’uomo evitare di essere violento?
E’ in grado con la volontà di non recare del male?
Un percorso che indaga nella innata natura dell’uomo.                                                                                                           

Scena Nuda nasce a Reggio Calabria nel maggio del 2006. E' fondata e diretta da Teresa Timpano e Filippo Gessi cui si aggiunge, nel 2010, Roberta Smeriglio, in qualità di project manager e, nel 2014, Luca Fiorino come componente del nucleo artistico. La compagnia esplora, mettendo al centro l’attore e la sua essenza fisica, la drammaturgia contemporanea e la rielaborazione contemporanea dei testi classici. Legata alla produzione di spettacoli dal vivo, si prefigge fin da subito di apportare un consistente contributo socio-culturale in un territorio dalle molteplici potenzialità , lavorando in apertura nella condivisione di spazi e idee artistiche, nuovi linguaggi e ricerca della scena contemporanea. È il potenziale che interessa, cosi come una "scena nuda"  si presenta e si offre. Scena Nuda lavora per costruire una relazione tra forze creative giovani, avvalendosi del supporto di artisti di comprovata esperienza, sperimentando l'interazione tra linguaggi diversi. Vuole riscoprire il teatro nel suo senso più profondo, dato dall'incontro consapevole tra chi è delegato al gioco teatrale e chi guardandolo lo ha delegato a farlo. Vuole infine ritornare a raggiungere la complessità della forma d'arte che è il teatro stesso, nel quale l'attore è il fulcro tra un’intesa di diversi oggetti creativi.